Di questi tempi, con la crisi che morde, e’ necessario buttare l’occhio anche a quelle piccole spese spesso anonime verso le quali, in altri periodi saremmo stati piu’ indulgenti. Infatti le statistiche mostrano che gli italiani stanno diventano molto piu’ critici, giustamente, verso le spese spesso anonime (nel senso mai conteggiate piu’ di tanto all’attenzione del correntista medio) e tra queste i costi del proprio conto corrente.

Gli studi di Adusbef e Federconsumatori registrano conti variabili a seconda delle diverse offerte ma comunque sempre troppo alti con una media di 320 euro annui, dato che smentisce l’ottimistica visione di Bankitalia che parlava di circa 100 euro all anno. Tra le varie dinamiche valutate anche l’Indicatore Sintetico di Costo che considera i costi in generale dei correntisti di grandi banche come Intesa, Bnl, Mps, Banca Popolare e altre. E il risultato sorprendente: +315% rispetto ai dati ufficiali di Bankitalia.

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